mercoledì, 25 aprile 2007

FATE L'AMORE NON FATE LA GUERRA



Torino, Parco della Rimembranza
mercoledì, 25 aprile 2007 / 19:28 / link / / greetings from
venerdì, 13 aprile 2007

L'ECSTASY NELL'OSTIA

E' uscito il nuovo best-seller del Santo Padre. Si intitola 'Gesù di Nazaret'.  E' un crudo spaccato del pressante problema della diffusione delle droghe sintetiche nelle alte sfere del Vaticano.
Quasi 400 pagine, tutte così:

''Laddove l'uomo perde di vista Dio, anche la pace decade e la violenza prende il sopravvento con forme di crudelta' prima inimmaginabili: lo vediamo oggi in modo fin troppo chiaro''.

''la nuova bonta' di Dio non e' acqua zuccherata''

''senza un 'morire', senza il naufragio di cio' che e' soltanto nostro, non c'e' comunione con Dio, non c'e' redenzione''.

''solo in Dio e solo a partire da Dio si conosce veramente l'uomo. Un conoscersi che limita l'uomo alla dimensione empirica e afferrabile non raggiunge affatto la vera profondita' dell'uomo. L'uomo conosce se stesso soltanto se impara a capirsi partendo da Dio, e conosce l'altro soltanto se scorge in lui il mistero di Dio''.

''Il linguaggio figurato del corpo ci offre una comprensione dei sentimenti di Dio per l'uomo piu' profonda di quanto permetterebbe un qualsiasi linguaggio concettuale''.

''l'amore della madre appare iscritto nell'immagine di Dio e' tuttavia vero che Dio non viene mai qualificato ne' invocato come madre, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento. Perche' l'immagine del Padre era adatta a esprimere l'alterita' tra Creatore e Creatura, la sovranita' del suo atto creativo''

''solo mediante l'esclusione delle divinita'-madri dell'Antico Testamento poteva portare a maturita' la sua immagine di Dio, la pura trascendenza di Dio''

''nonostante le grandi metafore dell'amore materno, 'madre' non e' un titolo di Dio, non e' un appellativo con cui rivolgersi a Dio. Noi preghiamo cosi' come Gesu', sullo sfondo della Sacra Scrittura, ci ha insegnato a pregare, non come ci viene in mente o come ci piace. Solo cosi' preghiamo nel modo giusto''.

Tragico e impietoso, senza autoindulgenza. Il nuovo Jim Carroll...
venerdì, 13 aprile 2007 / 18:04 / link / / puttanate
giovedì, 12 aprile 2007

GOD BLESS YOU

Kurt Vonnegut

Così un pugno di rapaci cittadini sono giunti a controllare tutto ciò che in America valeva la pena di controllare. Così fu creato il sistema di classe americano, stupido, feroce, noioso, inutile e assolutamente inadeguato. Cittadini pacifici, onesti e industriosi venivano bollati come sanguisughe se chiedevano un salario che gli permettesse di campare. E vedevano che gli elogi erano riservati, da quel momento, a coloro che trovavano il modo di farsi pagare somme enormi per commettere reati contro i quali non era stata approvata nessuna legge. Così il sogno americano voltò la pancia in su, diventò verde, venne ballonzolando alla limacciosa superficie della cupidigia più sfrenata, si riempì di gas, scoppiò nel sole di mezzogiorno.

Kurt Vonnegut, God Bless You, Mr. Rosewater, or Pearls Before Swine (1965)


Kurt Vonnegut, scrittore, è morto oggi, 12 Aprile 2007, a New York, N.Y.

James Lee Clark, assassino, ritardato mentale con q.i. inferiore a 70, è stato giustiziato oggi, 12 Aprile 2007, ad Huntsville, Texas.

George W. Bush, petroliere, presidente degli Stati Uniti d'America, scoppia di salute oggi, 12 Aprile 2007, a Washington, D.C.

giovedì, 12 aprile 2007 / 12:51 / link / / perdenti
domenica, 08 aprile 2007

POMERIGGIO DI UN GIORNO DI FESTA

Chiese un prosecco al cameriere. Si guardava intorno, in questo elegante dehor di provincia, e si gustava i profumi di una primavera arrivata a fatica. Tutti gli anni in questo periodo tornava da queste parti, giusto una capatina, e ritrovava i luoghi immutati, quasi congelati, e questo un po' lo irritava ma anche lo rassicurava.

Rispose al sorriso di una bella signora, poi si finse catturato da una notizia sul giornale. Era di pessimo umore. Si grattò un po' la barba, era indeciso sul da farsi. Gli vibrò il cellulare. Rispose ma non parlò. Ascoltò alcuni minuti.  “Ti richiamo io, tra un po'. Ciao.”.

Il cameriere gli servì il prosecco, con qualche pezzettino di bruschetta al pomodoro, sfizioso, delizioso. “Lei non è di qui?”  “No, ma ci vengo ogni tanto.” “Devo averla già vista.”  “Può essere.” “Lavora per caso in TV?”  “No, non proprio, ma lavoro nelle comunicazioni.” “Ah, ecco.”  “Mi dica, come è andata quest'anno?”  “Il tempo, intende?”  “No, non solo. In generale, come è andata quest'anno? A lei, per esempio.” “Beh, non è molto diverso dagli anni passati.”  “Ma... se dovessi chiederle se è felice, lei cosa mi risponderebbe?” “Lei mi mette in difficoltà. Sa, non lo so. Non saprei dirle, così su due piedi. Dovrei dire di sì. Ma... ”  “Ma?” “Ma io avrei voluto, ecco, avrei voluto una vita diversa. Me la sarei aspettata diversa.”  “Sa, anche io. Anche io mi sarei aspettato una vita diversa.” Chiamano il cameriere. “Mi scusi...”.

Il cielo cambia di colore. Si compiace di queste belle tonalità: gli piacerebbe, per esempio, una camicia di quell'indaco fantastico che segue il sole fuggito. Ma è un istante così breve che mai riesce a fissarsi quella sfumatura nella memoria. Guarda un calabrone stordirsi su un fiore bianco: anche a lui quei fiori di cui non ricorda il nome fanno lo stesso effetto.

Chiese il conto. Sbuffando, estrasse il cellulare, e richiamò dalla rubrica il numero ben noto.

“Ciao” "..."  "Sì, sì, ho visto. Ho visto tutto. Soprattutto ho sentito." "..."  "Ha detto le solite cazzate. Lo sai che è un figlio di puttana. Cosa ti aspettavi?" "..."   "Io te lo avevo detto: è inutile che mi mandi tutti gli anni, è sempre la stessa minchiata, me l'ha appena detto anche uno che sa." "..."  "Eh, uno che sa, cosa vuoi che ti stia a spiegare... Uno che ha a che fare con la gente del posto. Uno che lavora nella comunicazione. E mi ha detto che la gente non è un cazzo contenta. Che si aspettava qualcosa di diverso..." "..."  "Ma che ne so io cosa. Qualcosa di diverso." "..."  "Comunque il tedesco ha rotto le palle, bisogna eliminarlo." "..." "Beh, possibilmente prima del prossimo anno" "..."  "No, no, se il prossimo anno non me lo hai tolto dai coglioni non ci vengo più. Non mi freghi di nuovo..." "..."  "Va be', dai, ne parliamo dopo. Ci vediamo dopo." "..."  "Ciao papi. Ciao, ciao...".

Il cameriere gli consegnò il conto. Lasciò la banconota, ma si accorse dell'esiguità del resto. Si frugò in tasca. Trovò ancora un paio di euro. Li posò sul piattino: non gli piaceva passare per taccagno.

domenica, 08 aprile 2007 / 22:30 / link / / scazzi