![]() |
dimaco |
Sto cantando Blackbird al buio, seduto su una sedia alla scrivania.
Ecco il testo, se qualcuno volesse imitarmi. Fa bene.
Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly
All your life
You were only waiting for this moment to arise
Blackbird fly, Blackbird fly
Into the light of the dark black night.
Black bird singing in the dead of night
Take these sunken eyes and learn to see
all your life
you were only waiting for this moment to be free
Blackbird fly, Blackbird fly
Into the light of the dark black night.
Blackbird singing in the dead of night
Take these broken wings and learn to fly
All your life
You were only waiting for this moment to arise,oh
You were only waiting for this moment to arise, oh
You were only waiting for this moment to arise
Scott, un poco di buono, arriva col suo rottame di Chevrolet nel parcheggio del drug-store.
Scende, si aggiusta il pacco dentro i suoi Levi's, e strafottente guarda l'ingresso da dietro i suoi occhiali a specchio, masticando un chewing gum.
Si sistema il berretto da baseball ed entra camminando alla Charles Bronson, facendo risuonare i tacchi degli stivali ad ogni passo. “Ciao, bellezza!” fa Scott, un lurido nullafacente, alla commessa, una bionda del Sud che somiglia a Dolly Parton. Lei squittisce qualcosa e lui le sogghigna allontanandosi.
Si aggira tra gli scaffali del negozio, pasticciando tra la merce, ora agguanta una rivista osée e la sfoglia, ora fa roteare una girandola. Scott, un perdigiorno butterato, sorride mostrando gli incisivi di acciaio alle videocamere di sicurezza che lo inquadrano e gli fa ciao con la mano.
Completa il giro, e in uno degli ultimi cestini prima della cassa afferra un doughnut, e lo strizza come se fosse il seno di una texana, Scott, un porco. E poi se lo caccia in tasca.
“Non ho trovato niente che mi piaccia, a parte te, bambola!”. “L'ho vista che si è infilato in tasca una ciambella, guardi che chiamo la polizia!”. “E dai, biondina, lo addenterò pensando a te”, e le rifila una pacca sul culo, Scott, un arrogante farabutto.
Non fa in tempo ad uscire che un armadio di due metri in divisa gli pianta un cannone in fronte. “Maledetto bastardo! Mettiti in ginocchio e non provare a muoverti o ti faccio esplodere il cranio!”
Scott, un disgustoso delinquente, si sbianca come un cadavere. Arriva l'agente più vecchio, un nero, che gli declina la solita solfa. E poi aggiunge “Adesso avrai finito di ammorbare la città, verme”.
“Agente, è un ladro, e mi ha pure mancato di rispetto...”, ribadisce Dolly Parton. E a sentire questo, quello grosso rifila a Scott, un rifiuto della società, un calcio nelle costole che lo fa ululare.
“No, Joe, fermati”, fa il nero. “Anche se è una merda ha diritto ad un giusto processo. Anche io avrei tanta voglia di fargli saltare le cervella...” dice sputacchiando una boccata di tabacco.
La radio dell'auto della polizia dice che Scott, un pregiudicato infame, ha già dei precedenti, e invece dei 15 anni di gattabuia per l'odioso reato che ha appena commesso potrebbero toccargliene il doppio.
Lo ammanettano e lo caricano in macchina. Di nascosto al nero, l'armadio dà a Scott, uno spregevole criminale, ancora una manganellata sulla cervicale.
E' una calda giornata di ottobre a Farmington, Missouri. Dove la giustizia è inesorabile.
(ANSA) - WASHINGTON, 8 OTT - Un uomo rischia 30 anni di carcere per il furto di una ciambella a un supermercato. Accade a Farmington nel Missouri, Stati Uniti. Scott Masters, 41 anni, e' stato accusato di rapina violenta per aver dato una spinta a una dipendente del negozio che notato il gesto furtivo della ciambella nascosta in tasca, lo aveva seguito fuori del locale. Il reato comporta fino a 15 anni di carcere, ma poiche' il ladro ha precedenti penali, la condanna potrebbe essere automaticamente raddoppiata.
“Io credo nella medicina privata, non in un sistema sanitario guidato dal governo federale”.
Così l'infame ha posto il suo veto alla Camera dei Rappresentanti degli USA alla legge, già passata in Senato, per l'aumento del budget per lo State Children's Health Insurance Program (SCHIP) da 35 a 60 miliardi di dollari, chiedendone nel contempo altri 42 per la guerra in Iraq.
Lo SCHIP è quel programma che permette a circa 7 milioni di bambini americani non abbienti di potersi curare gratuitamente, anche se le loro famiglie non sono in grado di pagarsi una assicurazione sanitaria. Per la cronaca questa costa, quando va bene, l'equivalente di 400 dollari a cranio al mese, che per una famiglia di 4 persone fanno 15.000 all'anno. Praticamente la soglia di reddito con la quale è possibile finanziarsi le cure è di oltre 80.000 dollari. Con meno una famiglia non ce la fa.
Oltre alla spinta delle industrie del tabacco (i costi della legge sarebbero stati coperti con un aumento delle tasse sulle sigarette) e ovviamente delle assicurazioni private, l'infame sventola la minaccia ideologica: tale legge paventerebbe una pericolosa deriva socialista.
Ondepercui l'infame sostituisce tranquillamente la P dell'acronimo con la F di Fucking: SCHIF!
Io non uso mai augurare la morte a nessuno. Ma mi permettete un'eccezione? Dài, se ci concentriamo tutti insieme, se tutti insieme fortissimamente, in questo momento, speriamo che gli esploda un'arteria nel cervello, dite che non ce la facciamo?

Ma siamo sicuri che Bin Laden sia tanto peggio dell'infame?
Capitano, scusa, non volevo disturbarti, anzi, mi ero ripromesso di non romperti più i coglioni. Ma la situazione è critica. Il problema è sempre lo stesso. Sempre loro. Adesso che sono tornati al Comunale (non chiamiamolo Olimpico, per favore), mi aspettavo che la maledizione finisse.
So che sei sempre lì, in qualche punto indefinibile del centrocampo, che quando c'eri tu la zona la faceva solo qualche olandese e i giocatori andavano dove serviva.
Porta il tuo piedone invisibile, capitano. Stampalo, te ne prego, sul culo di qualcuno.
Di qualcuno che difende a colpi di karatè ma non corre.e non chiude.
Di qualcuno che fa lo splendido sulla fascia e poi non è capace di rientrare.
Di qualcuno che non sa calciare un pallone in porta manco per il cazzo, manco da due metri.
Di qualcuno che si fa ammonire, sempre, entro il quinto minuto.
Di qualcuno che vorrebbe giocare in Champions League ma si caga in mano contro il Parma.
Di qualcuno che è intelligente, troppo intelligente, così intelligente che nessuno capisce dove lancia il pallone.
Serve qualche pedata bene assestata. Loro si volteranno straniti, a vedere chi è stato. Poi qualcuno glielo spiegherà, se mai saranno in grado di capirlo.