Però è un clima anormale, a quest'ora dovrebbe essere sottozero.
Qui sulla mia terrazza, che è una personale ottimistica visione di un largo balcone, sfumazzo una canna solitaria con la noncuranza di un dandy dell'ottocento, eccentrico col parka sulla tuta più ciabatte più calzini. Per un integralista antitabacco come me è una grande stronzata ciucciare di tanto in tanto un joint, ma mi fa godere come un parroco quando va a puttane.
Sto riflettendo sul mondo.
C'è una bella luna piena, il cielo stellato, e la brace dell'hashish e i viluppi di fumo stimolano al punto della situazione.
Guardo il Gran Carro, vedo nitidi quegli astri lontani. Penso che il piede dell'uomo raggiungerà quei Sistemi un tal giorno, e scoprirà di non essere solo. In quel tal giorno io probabilmente non avrò ancora finito di pagare la mia casa. Va bè, non pensiamo al mutuo. Non pensiamo a nulla che abbia a che fare con i quattrini.
Verso un po' di Porto. Un triste e defunto Bruno Lauzi fugge dalla radio per venire a immalinconirmi qua. "Ritornerai". Mai cagato Bruno Lauzi. Non devo ritornare da nessuna parte, non sono mai ritornato da nessuna parte adesso che ci penso bene. Perciò passiamo oltre.
Il mio lavoro. Io faccio un lavoro che non sto a spiegare e dal quale non sono licenziabile.
Il mio lavoro mi deprime, e si prospetta una pessima situazione per l'anno testè iniziato.
Insomma, sarà meglio se me ne andrò a ramengo da un'altra parte, a fare lo stesso il picio.
Fanculo, passiamo anche oltre il lavoro.
Ri-verso il Porto. Affretto le boccate. La luce lunare prima mi intrigava, adesso mi appare sinistra. La sfera personale. E' personale: non cominciamo nemmeno il discorso.
La canna si esaurisce. La finisco con un ultimo trafficato respiro, poi la gratto sul muro.
Qui ci starebbe bene un bel pensiero pregnante. Ma tutto quel che mi viene è il fumo che mi
va di traverso e quasi mi strozza. Ed è un'immagine davvero perfetta per rappresentarmi.
Mi inciampa tra i denti una bestemmia, che non sarà l'ultima della giornata.
Certo che mi ha preso proprio male. Tracanno il resto del Porto.
Va bè, può succedere. Riprendo l'armamentario: ovetto kinder con sorpresa, cartine longhe, Camel e cartoncino. E l'accendino riscalda la materia marrone: rolliamone un'altra.
Può andare meglio. Tutto può sempre andare meglio. Minchia, che ottimista che sono.
venerdì, 05 gennaio 2007 / 00:53 /
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