
Tutti i martedì alle 15, in via della Ferratella a Roma, alcune rispettabili e titolate persone
si riuniscono per visionare film, spot e simili. Si tratta della Quarta Commissione di Revisione Cinematografica, delle otto scelte dal Ministero della Cultura che hanno il compito di valutare se il materiale da loro esaminato è adeguato alla visione da parte di minori. Le commissioni sono composte da docenti, magistrati, psicologi, esperti di cinema, e gli immancabili rappresentanti delle associazioni dei genitori e financo degli animalisti.
Sono praticamente dei volontari (il compenso è di 15 euro lordi), perciò non si può certo dire che lo facciano per lucro. Significa quindi che sono proprio dei malati. Che si prendono
la briga di stabilire quanto un italiano medio possa essere turbato da uno sbudellamento piuttosto che non da un'ardente penetrazione.
C'è da dire, in verità, che sugli sbudellamenti sono molto più tolleranti dei loro omologhi
stranieri, forse per un retaggio genetico circense dovuto a qualche loro avo che andava a veder sventrare i gladiatori come si va oggi, con il sacchettino di bruscolini, a vedere Totti allo stadio. Sulle trombate invece sono decisamente intransigenti.
Fatto sta che la commissaria Claudia Caneva, docente di un ateneo extracomunitario (la Pontificia Università Lateranense) e appunto designata dall'Associazione Genitori, s'è parecchio inalberata per il non-divieto ai minori posto sul solito brutto film di Mel Gibson (guarda caso altro fanatico religioso), perchè è, certamente, violento ed è stato vagliato senza la presenza dello psicologo che
"sa valutare l'impatto emotivo di un'immagine di un minore, il carico d'angoscia. Io rappresento i genitori, ho tre figli dai 10 ai 15 anni, l'esperienza sul campo, ma è necessario un esperto".
Il film di Gibson non è stato quindi contestato perchè è una cazzata storica immane (tribù che si sterminano tra loro in guerre mai avvenute, lingua "originaria" arbitrariamente inventata, addirittura gli spagnoli che arrivano con 6 secoli di anticipo)... no... è stato contestato perchè è "troppo violento".
Ecco, la docente e madre di figli adolescenti, forse non sa che con un personal computer e una veloce connessione ad internet, usando un qualsiasi programma di scambio files peer-to-peer, lei potrà trovare, sin da subito, film pornografici per ogni gusto, snuff-movies, pompini amatoriali ripresi col videofonino e naturalmente anche quel film del cazzo di Gibson. Lei non lo sa, dicevamo, ma i suoi figli sicuramente sì, e tutti i martedi quando l'augusta professoressa si reca alla visione di pellicole perniciose loro probabilmente possono godersi tre ore di normale vita adolescenziale, senza rompicoglioni (o "esperti") intorno.
Così alla fine il film, con sommo disappunto dei perbenisti (ma anche di quelli normali, ma per altre ragioni), è uscito nelle sale con libero accesso a tutto il pubblico pagante.
A meno che... l'accesso ai minori di 14 anni non venga vietato da un'ordinanza del sindaco (cattolico), come succede a Chivasso (TO), poichè definito
"una minaccia per l'incolumità dei cittadini".
O tempora, o mores (come si dice "o tempora, o mores" in lingua Maya yucateca?).