martedì, 23 gennaio 2007

FRATELLO, RICORDATELO

ruiniIo non so, come tutti, quando toccherà a me come sarà. Se sarà un accidente secco che mi spacca, magari chiavando. Se sarà l'ultimo maledetto minuto di anni di tribolazioni, se sarà una pallottola vagante di un rapinatore, di uno sbirro o di un matto. Se sarà il tamponamento di un ubriaco, magari io quell'ubriaco. Se sarà un meteorite, un'indigestione, un assideramento da clochard, un'overdose, un singhiozzo fatale.

Resta il fatto che, sfinito dalle sofferenze o sorpreso dagli eventi, io potrei trovarmi a invocare un dio. Chiedendo pietà o bestemmiandolo, chi può saperlo. Un dio qualunque, non necessariamente quello convenzionato con lo Stato. Potrei anche altresì non farlo,  deliberatamente o per effettiva impossibilità. Insomma, un quadro davvero, e meno male, incerto.

Di questa incertezza l'ineffabile cardinale Ruini non sa darsi pace, manifestandolo alla conferenza permanente della CEI. A lui l'aleatorietà di fronte all'estremo evento sta proprio sulle balle: ma come, loro forniscono tutto l'ambaradan, i sacramenti, mille soluzioni di perdono dilazionato, giaculatorie e rosari, e 'sti quattro stronzi miscredenti vogliono fare tutto per i cazzi loro, staccarsi le flebo, farsi il veleno, schiattare così, per la via breve, senza autorizzazione? E certo, la vita è un bene così prezioso e delicato che mica si vorrà che tutti possano disporne, foss'anche della propria.

Il grande lurido non si ferma di fronte a niente: no all'eutanasia e però nemmeno all'accanimento terapeutico, che nei casi terminali si riduce alla penosa somministrazione di stupefacenti sempre più forti fino a che la candela resta accesa. Quindi, no a morire e nemmeno a non pensare di morire. Confidando forse che il disgraziato si attacchi disperato a una qualsiasi divinità, possibilmente a quella dello sponsor del cardinale medesimo, invocandola fino all'ultima bava.

Che squallore, eminenza. Eppure dovrebbe averne di già molti visti arrivare all'ultimo. Lei che si vanta di vestire gli abiti della Pietà e invece non la conosce. Vorrei esserci io davanti a lei, nei suoi ultimi istanti. Vorrei sentire se chiederà il conforto della preghiera o quello di una mano che la spegne. Lo prenda come un riguardo: in quel caso, io rispetterei le sue volontà. Quelle di adesso. Fino al suo ultimo rantolo. Sia fatta la volontà di dio.

martedì, 23 gennaio 2007 / 01:49 / link / / porconi

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