Io da ragazzino andavo all'oratorio. E' un paradosso ricorrente in molti degli atei dichiarati, e rientra a pieno titolo tra le testimonianze di efficacia dell'omeopatia. L'omeopatia è però soggettiva: cura il malato, e non la malattia, e infatti Ratzinger da nazista è diventato papa.
Io ho frequentato i gruppi (parrocchiali). Alle medie il governo del metabolismo dell'adolescente è soggetto al colpo di stato degli ormoni, e io come gli altri andavo dove vedevo la figa, e parimenti la figa nulla opponeva al mio impudico accostarvisi.
Gli oratori erano dei formidabili aggregatori di figa. Erroneamente considerati dai genitori luoghi sicuri in cui preservare le figlie dalle insidie del sesso in età precoce, per evitarle magari il loro stesso destino di maternità indesiderate, divenivano invece gli infratti in cui dita incrociavano pubi, lingue avvolgevano lingue, mani fagocitavano tette. Degli stessi animatori, di poco più grandi di noi, si vociferava di ingroppamenti estemporanei, una leggenda locale parlava anche di un amplesso sorpreso in sacrestia. In realtà tutto questo aveva ben poco di torbido, ma piuttosto si svolgeva in un'atmosfera giocosa, propria di bambini incapsulati in corpi diventati adulti in una sola stagione e nei quali ancora si ritrovavano straniti.
In una gita comunicale, sebbene nessuno dei miei amici dell'epoca mi avesse creduto, io una figa la toccai. Nell'aggrovigliamento del sedile di fondo del pullman, in quelle situazioni che se avete avuto una vita normale non vi devo neanche spiegare, ella mi si manifestò senza opporre resistenza nel momento in cui le infilai la mano senza che la cintola nè il ventre si ribellassero. Fu una fugace perlustrazione più breve che non lo scatto di un otturatore, ma quella fotografia tattile mi rimase incorniciata nel cervello per mille e più seghe.
Non so dire in che momento esatto io mollai l'oratorio e tutte le pruderie che le ragazzine mi sollecitavano in un gioco che somigliava tanto a quelli di qualche anno prima ma mi urlava forte nelle orecchie che la mia vita stava cambiando.
E' cambiò, cazzo se cambiò, in una qualche mattina di febbraio del Pleistocene una bella più bella delle altre trovò un sorriso che io cercavo e dal quale non riuscii più a staccarmi. E suonò Dylan e i Clash. E gli esami di licenza media, uscire di sera, raccontarsi tutto, ma proprio tutto, ogni cosa che passa per la testa, anche se non ci hai fatto mai niente, ma solo quella complicità tra un omino e una donnina che sembrano quasi veri e si poteva parlare per ore. Non è mai stata la mia fidanzata, e io di questo le sono grato. Io non ho mai più parlato per tutte quelle ore.
Volevo essere cinico e invece sono diventato penoso. Avevo iniziato questo post per parlare degli oratori e invece ho finito per parlare di figa e di ricordi bellissimi di uno che aveva smesso di essere un bambino.
Ma questo mi rincuora perchè vuol dire che sono ancora sano.
domenica, 04 febbraio 2007 / 01:41 /
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scazzi