mercoledì, 07 febbraio 2007

RACCOLTA (DIFFERENZIATA) DI FIGURINE

BidoniProprio come le figurine di certi calciatori, che raccontano in quelle facce molto più che nei cognomi, anche questo libro, umile e perciò simpatico, trasuda sfiga.

Racconta 100 storie di due pagine di 100 pippe venute da lontano per indossare delle divise che non conoscevano, a giocare il 'futebol' magari per quindici giorni, magari per essere rispediti a casa senza soldi e con un calcio in culo.

Sono poco più che fotografie, frammenti di un puzzle a cui mancano i pezzi, i giocatori più stranieri che abbiamo mai visto. Venivano da una favela del Brasile, da un casermone dell'est Europa, da un prato senza erba dell'Africa. Sono stati eroi per un giorno, o nemmeno quello, e merdacce per altri 300. Hanno raccolto un battimani e tanti vai a cagare. Sono diventati addirittura delle battute, o delle barzellette.

E' uscito l'anno scorso, si intitola "Bidoni" ed è di Furio Zara (edizioni Kowalski), ed ha il pregio di poter essere letto a casaccio, senza logica, a spezzoni di partita, proprio come le giocavano questi minimi gladiatori.

Certo, l'elenco è incompleto, e solo per il Torino potrei citare diversi ingiustamente assenti e assolutamente competitivi nella loro fiera incapacità e stramberia: Marcao, Karic, Jurcic, Van De Korput, Patricio Hernandez, Edu Marangon, Saralegui, Skoro, Franco Ramallo, e mi fermo perchè il magone mi soffoca.

Un ritaglio però bisogna leggerlo, ed è emblematico perchè riguarda uno che in fondo una certa fortuna l'ha avuta. Dice tutto.
"L'uomo che nacque tre volte la terza non si riconobbe più. Perchè la prima fu una bugia, la seconda un pianto e la terza una confessione. Era nato il 21 gennaio del 1979. Anzi no: era nato il 3 dicembre del 1975. Anzi no: era nato il 22 agosto del 2002. Fu quel giorno che disse: "Io non sono io". Si chiamava Luciano Siqueira de Oliveira, ma noi lo conoscemmo come Eriberto. Era arrivato nel 1988 a Bologna, magro da far paura, con gli occhi tondi, la faccia scavata e un segreto. Sembrava uno dei tanti, il più brocco forse. Lo battezzarono "Erimerdo", e fu il meno azzeccato dei suoi tanti nomi".
mercoledì, 07 febbraio 2007 / 17:18 / link / / sportellate

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