Non esiste un piano regolatore in località Cazzipropri. Gli isolati sono cresciuti neoplastici di giunta in giunta, le vie diventano imbuti, si rincorrono, si attorcigliano. Poi un giorno un assessore mette il senso unico. E tu stai lì un quarto d'ora allo stop tutte le mattine.
Non ci sono nativi del luogo, popolazioni autoctone. Sono arrivati prima i pugliesi. Poi i siciliani. Poi i calabresi, che fanno gli arroganti perchè sono di più. Poi i veneti. Poi gli albanesi. Poi i marocchini, i rumeni, i bulgari, gli armeni, i circassi e gli zulù. Tutti si odiano, e hanno ragione.
Non esiste la privacy. Le finestre hanno tutte le tapparelle chiuse, anche di giorno, e dalle fessure delle tapparelle occhi spiano. Guardano con astio voi mentre parcheggiate, voi con le vostre borse della spesa, voi mentre parlate al telefonino. E voi gli fate il dito.
Nessun marciapiede è sano in località Cazzipropri. Hanno tutti profonde cicatrici, sono le indecisioni degli ingegn(i)eri della luce, del gas e dell'acqua, che bisturizzano insoddisfatti il paziente rendendolo ad ogni colpo più malato e deturpato.
Nessuna casa è sicura. Doppie blindature, inferriate, antifurti enormi, cani tristi che ringhiano a tutti. Ciononostante ladri sfigati zingari acrobati si arrampicano per le grondaie, spaccano vetri, sfregiano mobili, cagano sul tappeto e rubano le catenine della prima comunione.
Nessuna macchina nemmeno è sicura. Non c'è parcheggio senza garage e i garage costano, è pieno di passi carrabili, e le macchine le rigano soprattutto e meglio se sono nuove nuove, o ci mettono la plastilina nella serratura o i tossici ci entrano per farsi in vena e lasciano le siringhe.
Non c'è tranquillità in località Cazzipropri. I motorini truccati passano e sgasano di giorno, di sera, di notte, e fuori dal bar urlano e bestemmiano e poi uno dalla finestra gli urla basta e bestemmia e allora gli urlano di andare affanculo e poi lui allora gli tira una secchiata.
Non c'è igiene. I padroni dei pit-bull te li fanno cagare davanti al portone. Una, due, tre volte poi allora gli dici che gli spari al cane e lui te lo fa abbaiare contro e dici che chiami i carabinieri e lui tanto ha il fratello che fa il carabiniere e di non rompergli il cazzo.
Non c'è la domenica, e neanche il sabato. Perchè c'è chi non si ferma mai e in cantina ha un'officina e alle sette del mattino da quando è in pensione si fa i copritermo in ferro battuto e salda col carburo. Ma magari se continua così gli verrà il cancro ai polmoni e poi muore e la finisce.
Nessuno ha mai progettato di portare la propria vita e il proprio destino in località Cazzipropri. Ci si è arrivati provvisoriamente, e sempre provvisoriamente ci si è visti sfilare via le mille rate del mutuo, i propri anni e innumerevoli nuvole. E ci si ritrova coperti di questa fastidiosa polvere.