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dimaco |
Nella mia città, in Via Barbaroux, nel centro storico, fino a qualche anno fa esercitavano il mestiere vetuste matrone che, sedute in precarie cadreghe impagliate, richiamavano i passanti maschi al grido di “Bel fieul, ven sì che anduma a divertise!”. Nessuna di queste signore aveva meno di sessant'anni e meno di 80 kg.
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare avevano un ampio seguito tra gli amanti del genere, che non erano in fin dei conti così pochi. Accadeva così che quando qualcuna di loro veniva a mancare all'improvviso dopo mille battaglie, lasciasse nella costernazione un certo numero di clienti abituali che, smarriti, a fatica si sarebbero fatti una ragione di questa dipartita. Alcune, più semplicemente, sfinite si ritiravano dal mercato, perchè la decenza imponeva loro di accettare questa naturale decadenza.
Altresì, di molto più sgangherato e indecoroso, un anziano ras dell'Irpinia sta strepitando, certificato medico alla mano, per essere stato forzosamente pensionato alla soglia del suo ipotetico quarantacinquesimo anno da deputato.
“Ho un'età biologica di 65 anni!”, tuona sputacchiante il notabile, e fa sorridere il trentacinquenne bellimbusto di Arcore. Veltroni (ultracinquantenne), che già si è caricato il pacco-Bonino, pone il definitivo no al richiamo nel PD.
“Mi ribello e lascio. Non sarò con voi ma contro di voi.”. E però da qualche parte si andrà a mettere. Il vecchietto dove lo metto? Tabacci non lo vuole: “Cercavamo il cambiamento, ora rischiamo di ritrovarci nelle liste le solite facce”.
Scartata l'ipotesi di un trio con Bobby Solo e Little Tony, che cacchio potrà fare questo irriducibile estremista di centro? Tiro a indovinare: un nuovo partito. In trincea tutta la vita, come i giapponesi dimenticati a presidiare qualche isola del Pacifico.
“Sia chiaro, l'ultimo comizio lo farò quando muoio”. Con la bandiera in mano, bianca, ma solo per simbologia politica. Ma vergata da una inconfondibile striscia. Marrone.