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dimaco |
Me ne frego è il nostro motto, me ne frego di morire, me ne frego di Togliatti e del sol dell'avvenire.
Qualunque fosse stato l'esito del ballottaggio entrambi, Rutello e Alemanno, sarebbero stati vincitori, a perderci solo i romani. Ambedue i pretendenti avevano già sedile in parlamento, uno addirittura da possibile ministro.
La demenzialità della candidatura di Rutello era stata evidenziata con ampio anticipo, e con prevedibile autolesionismo comunque portata avanti. Rutello sconfitto mostra l'espressione contrita di Alberto Sordi e recrimina sull'inadeguatezza delle proposte del centrosinistra in tema di sicurezza, come se il programma fosse una sceneggiatura e lui l'interprete.
Se il sol dell'avvenire è rosso di colore, me ne frego di morire sventolando il Tricolore.
L'ex-galeotto fascista (8 mesi a Rebibbia) si insedia dunque sulla poltrona con i voti, certo, dei camerati, “ma anche” del popolino atterrito. Centomila voti in più non sono uno scherzo. E' una scelta pienamente legittima, comprensibile anche da chi a Roma non ci vive. Alemanno ha vinto vellicando la gente sulla paura, sulla “strizza”, ed è un argomento chiaramente vincente, ne fanno ampio abuso i repubblicani americani, per esempio, che promettono Pentothal per tutti i malintenzionati.
Che prometterà invece Alemanno agli impauriti cittadini? Come li tranquillizzerà? Solleciterà le forze di polizia per un maggior controllo e rigore? No, più di così non possono, non hanno i mezzi. Chiederà alla magistratura intransigenza sui fermi e gli arresti? Ma figurati, con tutti gli strali lanciati da Berlusconi... Diciamo che chiuderà un occhio, anche uno e mezzo, sulla costituzione di comitati spontanei di sicurezza, o contribuirà da parte istituzionale all'ingaggio di agenzie di sorveglianza, che con discrezione e disinvoltura useranno le arti dissuasive incrociandole col manganello a rafforzarne la credibilità.
Ce ne freghiamo della galera, camicia nera trionferà,
E' un film già visto, con una certa differenza: finchè sono quattro ubriaconi cinquantenni che nella bassa bergamasca vanno a insultare puttane e vu' cumprà, finisce tutto a rutti all'osteria. A Roma vi è invece ampia disponibilità di feccia da stadio, farabutti con le lame che possono improvvisamente vedersi elevati al ruolo di rangers retribuiti, con buona pace dei benpensanti e di chi si sente rassicurato da questo genere di misure.
Occhio al cranio, romani amici e non, perchè un eventuale appalto della sicurezza ai professionisti della spranga non sfoci in un “eccesso di zelo”, in teste aperte a cottimo e a gradimento, adesso che un loro affine sta al Campidoglio.
se non trionfa sarà un macello col manganello e le bombe a man.