mercoledì, 07 novembre 2007

NON MI MANCHI

Però 'sti calendari li dovrebbero fare ad inizio campionato, non un anno per l'altro.

Zaccheroni

mercoledì, 07 novembre 2007 / 20:30 / link / / sportellate
martedì, 02 ottobre 2007

IL PIEDE INVISIBILE

Giorgio Ferrini Capitano, scusa, non volevo disturbarti, anzi, mi ero ripromesso di non romperti più i coglioni. Ma la situazione è critica. Il problema è sempre lo stesso. Sempre loro.  Adesso che sono tornati al Comunale (non chiamiamolo Olimpico, per favore), mi aspettavo che la maledizione finisse.

So che sei sempre lì, in qualche punto indefinibile del centrocampo, che quando c'eri tu la zona la faceva solo qualche olandese e i giocatori andavano dove serviva.

Porta il tuo piedone invisibile, capitano. Stampalo, te ne prego, sul culo di qualcuno.

Di qualcuno che difende a colpi di karatè ma non corre.e non chiude.

Di qualcuno che fa lo splendido sulla fascia e poi non è capace di rientrare.

Di qualcuno che non sa calciare un pallone in porta manco per il cazzo, manco da due metri.

Di qualcuno che si fa ammonire, sempre, entro il quinto minuto.

Di qualcuno che vorrebbe giocare in Champions League ma si caga in mano contro il Parma.

Di qualcuno che è intelligente, troppo intelligente, così intelligente che nessuno capisce dove lancia il pallone.

Serve qualche pedata bene assestata. Loro si volteranno straniti, a vedere chi è stato. Poi qualcuno glielo spiegherà, se mai saranno in grado di capirlo.

martedì, 02 ottobre 2007 / 10:01 / link / / sportellate
domenica, 23 settembre 2007

GET STONED

Signori, giù il cappello, please.

Casey Stoner

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

domenica, 23 settembre 2007 / 14:05 / link / / sportellate
lunedì, 26 febbraio 2007

LETTERA APERTA AGLI ALLENATORI DEL TORO NEL GIORNO DEL LORO (RI)AVVICENDAMENTO

Mi sei sempre stato sul cazzo.
E tu poco di meno.
lunedì, 26 febbraio 2007 / 11:51 / link / / sportellate
mercoledì, 07 febbraio 2007

RACCOLTA (DIFFERENZIATA) DI FIGURINE

BidoniProprio come le figurine di certi calciatori, che raccontano in quelle facce molto più che nei cognomi, anche questo libro, umile e perciò simpatico, trasuda sfiga.

Racconta 100 storie di due pagine di 100 pippe venute da lontano per indossare delle divise che non conoscevano, a giocare il 'futebol' magari per quindici giorni, magari per essere rispediti a casa senza soldi e con un calcio in culo.

Sono poco più che fotografie, frammenti di un puzzle a cui mancano i pezzi, i giocatori più stranieri che abbiamo mai visto. Venivano da una favela del Brasile, da un casermone dell'est Europa, da un prato senza erba dell'Africa. Sono stati eroi per un giorno, o nemmeno quello, e merdacce per altri 300. Hanno raccolto un battimani e tanti vai a cagare. Sono diventati addirittura delle battute, o delle barzellette.

E' uscito l'anno scorso, si intitola "Bidoni" ed è di Furio Zara (edizioni Kowalski), ed ha il pregio di poter essere letto a casaccio, senza logica, a spezzoni di partita, proprio come le giocavano questi minimi gladiatori.

Certo, l'elenco è incompleto, e solo per il Torino potrei citare diversi ingiustamente assenti e assolutamente competitivi nella loro fiera incapacità e stramberia: Marcao, Karic, Jurcic, Van De Korput, Patricio Hernandez, Edu Marangon, Saralegui, Skoro, Franco Ramallo, e mi fermo perchè il magone mi soffoca.

Un ritaglio però bisogna leggerlo, ed è emblematico perchè riguarda uno che in fondo una certa fortuna l'ha avuta. Dice tutto.
"L'uomo che nacque tre volte la terza non si riconobbe più. Perchè la prima fu una bugia, la seconda un pianto e la terza una confessione. Era nato il 21 gennaio del 1979. Anzi no: era nato il 3 dicembre del 1975. Anzi no: era nato il 22 agosto del 2002. Fu quel giorno che disse: "Io non sono io". Si chiamava Luciano Siqueira de Oliveira, ma noi lo conoscemmo come Eriberto. Era arrivato nel 1988 a Bologna, magro da far paura, con gli occhi tondi, la faccia scavata e un segreto. Sembrava uno dei tanti, il più brocco forse. Lo battezzarono "Erimerdo", e fu il meno azzeccato dei suoi tanti nomi".
mercoledì, 07 febbraio 2007 / 17:18 / link / / sportellate
sabato, 13 gennaio 2007

IL PRIMO EMENDAMENTO

Michele MartinelliChi conosce il personaggio non si stupisce e al massimo avrà scosso la testa di fronte all'ennesima puttanata.
Michele Martinelli, il "vulcanico" (è un sinonimo edulcorante, ovviamente) neoproprietario della Fortitudo Bologna, di basket si parla, ha licenziato "per giusta causa", dopo averlo già esonerato a novembre, il coach Fabrizio Frates.
La motivazione è la seguente: "Bestemmiava".

Io seguo il basket da quasi trent'anni, e mi occorrerebbe un intero blog per raccontare di blasfemìe sentite o raccontate, di vip o di scartine, dette a caldo o a freddo, enfatiche o trattenute, dialettali o internazionali.
Ho udito bestemmiare per l'incredulità di fronte alle cazzate di un arbitro. Ho udito bestemmiare per l'indicibile dolore di un legamento crociato che salta. Ho udito bestemmiare per un pallone che all'ultimo secondo gira e gira e gira sul ferro e
bastardo esce e ti fa perdere di un punto.
Sono stato giocatore e ho bestemmiato per rabbia. Sono stato allenatore e ho bestemmiato per frustrazione. Sono stato accompagnatore e ho bestemmiato per disgusto.
Sebbene non credente, avrei voluto esserlo in quei momenti per meglio sfogarmi. Ho provato anche, una volta, a trattenere l'imprecazione, e sono andato nello spogliatoio dove ho sfondato una porta con un cartone: mi sono quasi spaccato una mano e ho pagato 200 euro.
Meglio la bestemmia.

Il pagliaccio Martinelli tutte queste cose le conosce benissimo, essendo stato, pur pessimo, di già prima praticante e poi presidente. L'invenzione della giusta causa non proviene dal risentimento di un cattolico ferito, ma piuttosto dal grossolano tentativo di non adempiere agli obblighi contrattuali che prevedono il saldo completo del ricco biennale del coach silurato. Il tutto finirà immancabilmente in tribunale.

C'è da augurarsi che il bestemmiatore la spunti, non fosse altro che per non creare un pericoloso precedente. Per dire, se a Prodi venisse in mente di sanzionare le invocazioni vane non ci sarebbe bisogno di una finanziaria da 40 miliardi, e in compenso il Triveneto tracollerebbe come l'Argentina.

Pertanto, in quanto atleta e veneto-friulano rivendico, per necessità e per formazione, il  diritto ad esprimere il mio disappunto nei momenti di sconforto sportivo verso qualsivoglia divinità senza limitazioni in quantità e merito.

N.B. E ritengo giusto estendere con criterio gli stessi diritti anche ai tifosi. Questo post infatti l'ho scritto PRIMA di Toro-Inter.   
sabato, 13 gennaio 2007 / 18:33 / link / / sportellate